Lo speciale di Oggi: Arrivederci, Mostro! – Il peso della valigia

Il brano di oggi è forse uno dei più “delicati” di tutta la carriera di Luciano. Non a caso il pezzo deriva da una poesia contenuta nella raccolta “Lettere d’amore nel frigo” dal titolo “Cosa non mettere in valigia”. Riadattato alla metrica e ai tempi dettati dalla musica, il brano ha acquisito un nuovo fascino e un diverso significato metaforico.

Di seguito potete gustarvi la versione in poesia del brano. La scheda completa del brano “Il peso della valigia” a questo link.

Cosa non mettere in valigia

Hai fatto così tanta strada
per arrivare fino qui.
Ti è toccato partire bambina.
La piccola valigia di cartone
ci tenevi i rossetti finti
il fracasso dell’erba che cresce
le confidenze del rivolo
l’incisione fucsia delle azalee
ci tenevi
un astuccio di gemme
e la chiave del cespuglio.
Gli occhi hanno preso
il colore del cielo
a forza di guardarlo.
Per una bambina che sapessse
già camminare
la radura era il più sicuro dei box
ma anche il più insidioso.
Poteva dirti all’orecchio
di tenere per te
parole come
si può fare a meno degli uomini.

Non si capisce bene perché il tempo
avrebbe dovuto fare sconti
propio a te
e la valigia si è appesantita
delle scarpette da ballerina
imbrattate di pece
promessa sbugiardata
nel tempo di una rosa.
Poi qualche uomo
a provato a prenderti…
gli hai detto che non è il caso.
Ti ha presa lo stesso
non ti sei fatta prendere
lo stesso
il suo problema
non era affatto tuo
certo che anche questo è finito
in valigia
come poteva essere altrimenti?

La radura schiacciata dal condominio
in case finestre
sempre più chiuse.
Il peso della valigia
ti allungava le braccia
formate ma non finite.
Hai provato a provare
l’anima che non testava accordata.
Hai detto perché no
a uomini che facevano a meno
della tua parte di spasso.
Le braccia reggevano meglio
la valigia più pesante.
Sei andata nelle città.

Hai capito
che il tuo posto non era nei posti
era dove dicevi ecco
mentre di casa non ce la facevi a dire
per esempio
il corpo rispondeva preciso
l’anima non si lasciava nemmeno
fare domande.
Hai tenuto la mano
di chi non ce la faceva a non morire
hai cambiato la fiducia
a chi voleva guarire da solo
hai passato informazioni
senza lesinare sulla voce
senza risparmiare le mani.
La strada non finiva
la tua schiena ballava dritta
anche con le scarpe
chiuse nella valigia.

Hai fatto fatica a parlare davvero
non potevano credere
e allora hai parlato
per come volevano
perché essere gentile
è meglio di niente
ma le parole avanzate
hanno reso la valigia
quasi impossibile.

Hai fatto così tanta strada
per arrivare fino qui
ma adesso se vuoi
ti puoi sedere
di là c’è un bagno caldo
ti puoi sedere
di là c’è un frigo pieno
ti puoi sedere
mentre di qua
la apro io
la tua valigia
e ti mostro
che dentro
c’erano solo
un paio di farfalle
dure a morire.

Pubblicato il 29 agosto 2010, in Album, Singoli, Speciali con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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