4. Ci sei sempre stata

E se anche l’amore diventasse “ossessione” e quindi “mostro”, anche se buono?
Si comincia con una strofa musicalmente sospesa, quasi ipnotica, in cui Ligabue sembra rapito da un certo mistero:

“più ti guardo e meno lo capisco
da che posto vieni
forse sono stati tanti posti
tutti da straniera”

Sempre nella contemplazione di quel mistero, Luciano arriva a qualche conclusione:

“chi ti ha fatto gli occhi e quelle gambe
ci sapeva fare
chi ti ha dato tutta la dolcezza
ti voleva bene”

Quando arriva il  ritornello i suoni si induriscono e Luciano può dispiegare la voce per una dichiarazione d’amore fra le sue più forti di sempre:

“quando il cielo non bastava
non bastava la brigata
eri solo da incontrare
ma tu ci sei sempre stata”

E se nella seconda strofa continua la sua contemplazione:

“più ti guardo e più mi meraviglio
e più ti lascio fare
che ti guardo e anche se mi sbaglio
almeno sbaglio bene”

arriva un bridge ritmicamente deciso:

“nemmeno un bacio
che sia stato mai sprecato
nemmeno un gesto così…
tanto per… così…”

Nel finale tutta la band alza la pressione sonora per accompagnare a dovere un lungo, epico assolo di chitarra suonato da Rustici e mescolato a suoni “concreti” (il pianto e il riso di un bambino, fuochi d’artificio, i sospiri di una donna e altro ancora), come a dare ancora di più la sensazione di un percorso di vita fatto “comunque” insieme.

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